Crescita personale

E SE LE PAROLE…PARLASSERO?

“Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”

Gautama Buddha

Ciò che diciamo crea la nostra realtà.

Ti sembra un’espressione un po’ estrema?

Stai pensando: “La realtà è la realtà e, in quanto tale, indipendente da come io la potrei descrivere”?

Benissimo! Vedo che tutti gli anni passati sopra i libri di filosofia sono serviti a qualcosa. Devo però deluderti, perché qui non parliamo di filosofia, parliamo della vita di tutti i giorni.

Ti sei mai accorto di come, tante volte, diciamo qualcosa senza nemmeno pensarci? Utilizziamo espressioni in modo frequente e non ci rendiamo conto che spesso sono totalmente inutili o fuori contesto.

Frasi del tipo “sono proprio sfigata/o” solo perché la macchinetta del caffè in pausa pranzo non ha erogato la bacchetta per mescolarlo, o “che vita di emme” solo perché ho rovesciato per sbaglio lo stesso caffè senza bacchetta sugli appunti di matematica.

In generale, non controlliamo il vocabolario e utilizziamo certe parole perché siamo abituati ad usarle.

Ad ogni parola, poi, inconsciamente, associamo delle emozioni. E le emozioni sono il motore che spinge il nostro comportamento (per i più affezionati all’etimologia: il termine e-mozione deriva dal latino ex-movere, cioè portare fuori, mettere in moto)

Questo significa che le parole, specialmente quelle che ripetiamo a noi stessi, influenzano il nostro stato d’animo. E lo possono fare sia in positivo sia in negativo.

Non c’è bisogno di sottolineare quanto uno stato d’animo negativo possa portare ad un atteggiamento scoraggiato e triste nei confronti della vita e delle situazioni che ci si presentano.

Come fare allora ad uscire da questa situazione?

Ricordi l’ultima volta che qualcuno ti ha chiesto “come va?”
Quanto vogliamo scommettere che la risposta è stata una delle seguenti?

“Non c’è male”

“Potrebbe andare meglio”

“Ma sì, va”

“Così e così”

Ecco, è proprio da qui che bisogna partire. Bisogna cambiare il proprio vocabolario.

Calma, non ti agitare. Non ti sto chiedendo di impararti mezzo dizionario a memoria. Semplicemente, perché non provare ad usare parole dai colori più brillanti?

Che effetto vi fa pronunciare parole come “magnificamente!”, “alla grande!”, “molto bene!” “benissimo!”, “stupendamente!”?

Vi sentite più potenti? Più energici?

Lo stesso discorso vale per ciò che la nostra vocina nel cervello ci dice ogni giorno, in ogni situazione. Se la nostra vocina ha il brutto vizio di dirci spesso frasi come “guarda che hai combinato!”, “questo è un bel problema”, “non ci riuscirai mai”, “non sei capace”, allora è giunto il momento di liberarsene!

Mettiamo bene in chiaro che non sono gli eventi a determinare i nostri stati d’animo, ma il significato che diamo loro. Il tuo stato d’animo dipende solo ed esclusivamente da te.

Tu devi essere il protagonista delle tue emozioni, non il mondo esterno. Una volta che hai preso consapevolezza delle tue emozioni, cioè di quello che provi quando la tua vocina ti parla, hai la soluzione in pugno. Converti tutte quelle frasi negative in frasi positive. Come, ti starai chiedendo.

Trasforma “questo è un bel problema” in “ho una nuova situazione da risolvere”

oppure “non ci riuscirai mai” in “hai fatto quel che potevi, la prossima volta darai di più”.

Lo stesso discorso, oltre che alle frasi, lo si può applicare alle semplici parole, ad esempio:

Infuriato potrebbe diventare inalberato/stizzito.

Distrutto/abbattuto lo trasformerei in un po’ scarico/giù di tono.

E così via. Il solo fatto di provare a pensare ad una parola più ricercata accresce la consapevolezza del linguaggio che usiamo.

Questo non vuol dire seppellire per sempre le emozioni negative, semplicemente, una volta allenato il vocabolario sostitutivo, sarai in grado di vederle meglio di come sono. Il vero pensiero positivo è quello che scaturisce dal superamento delle emozioni negative e non dalla loro negazione.

Il pensiero positivo deve essere autentico, basarsi su elementi reali.

Lo scopo di tutto ciò? Vivere il più possibile in stati d’animo sereni, produttivi e potenzianti.

CONSIGLI PRATICI PER INIZIARE AD ESERCITARSI

  • Inventati una frase positiva da ripetere come un mantra in tutti i tempi morti delle tue giornate, per esempio “Provo un rinnovato coraggio verso la vita e ciò che essa mi prospetta, affronto con tenacia e determinazione ogni nuova avventura e opportunità!”, “Sono piena/o di energia e voglio utilizzarla per migliorare la mia giornata e quella delle persone che mi circondano!”, “Ho una gran voglia di dimostrare tutto il mio potenziale”, “Sento una vitalità nuova che mi pervade e mi spinge alla scoperta di nuove realtà interne ed esterne”.
  • Fai caso a tutte le volte che utilizzi frasi negative, piene di MA, PERÒ, NO, e cerca di evitarle il più possibile.
  • Trasforma le parole negative in positive. Questo perché se non abbiamo modo di rappresentare un’emozione attraverso le parole non possiamo neanche provarla, quindi, se bandiamo per sempre una parola negativa dal vocabolario è molto probabile che perdiamo anche la possibilità di rappresentarla e provarla.
  • Al posto delle affermazioni positive, puoi anche fare in modo che la tua vocina ti faccia delle domande, come “Cosa c’è di buono in questo?”, “come posso migliorare quest’altro?”. Le domande sono più potenti delle affermazioni perché attivano il nostro cervello. Il nostro cervello è un computer che effettivamente ha tutte le risposte. Se tu gli fai una domanda, cercherà a tutti i costi di trovare una risposta. (Sta qui l’importanza del porsi delle domande potenzianti!)

Ci vorrà del tempo prima che questo modo di ragionare “in positivo” diventi un automatismo. Non temere, l’essere umano è una creatura abitudinaria, e, con la giusta costanza riesce a rendere naturale e spontaneo qualsiasi comportamento!

Già da subito, anche involontariamente, sarai più consapevole delle parole che utilizzi. E la consapevolezza è un passo importante.

Ti accorgerai che più diventerai brava/o a controllare i tuoi stati d’animo e più potrai influenzare positivamente anche lo stato d’animo degli altri.

Grazie dell’attenzione.

Alla prossima,

Nisida

REALITY SHOW DI VITA VERA

29 marzo 2019 – Firenze

La vita ti insegna che ci sono infinite occasioni per imparare e spesso capita di farlo quando meno te lo aspetti.

A volte sali su un treno e ti aspetti di dover insegnare qualcosa ad altri per poi tornare ed accorgerti che sei stato tu ad acquisire gli insegnamenti maggiori da coloro che pensavi essere i tuoi discenti.

Sono appena tornato a casa da un’esperienza i cui insegnamenti mi accompagneranno per sempre durante il cammino e che adesso voglio condividere con te.

I protagonisti della storia sono un gruppo di trenta giovani universitari a cui è stata data l’opportunità di presentare, con un Elevator Pitch (breve presentazione del proprio progetto, rivolta a potenziali investitori o possibili collaboratori), i propri lavori e le proprie idee durante una conferenza internazionale, DATE Conference 2019, tenutasi a Firenze dal 25 al 29 marzo 2019.

Il mio compito, assieme ai responsabili del NECST Lab del Politecnico di Milano, era quello di formare i ragazzi e le ragazze affinché riuscissero a comunicare in modo efficace, davanti ad una platea internazionale, l’importanza dei lavori a cui ognuno ha dedicato mesi (in alcuni casi anni) e soprattutto comunicare il proprio valore personale.

Ciò a cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di assistere è stata una magia realizzata dai protagonisti di questa avventura, una magia accaduta tra un sorgere del sole e il successivo.

Il primo giorno ognuno dei trenta ragazzi ha presentato il proprio discorso, preparato e revisionato decine di volte al fine di produrre il miglior risultato possibile.

Giorno uno: sveglia alle 7:00, preparazione fisica, mentale e via, dritti al congresso!

La tensione era al massimo livello umanamente sostenibile. Io, Marco, Sara, Melissa e Rolando abbiamo ascoltato e registrato mentalmente ogni secondo di comunicazione di ognuno dei ragazzi.

Non ci siamo fermati un secondo: appunti forsennati presi su carta e al computer, cambi di sala, riunioni tra una sessione e l’altra per coordinarci sui feedback da dare loro, caffè presi continuando a confrontarci in vista della seconda chance, prevista per il giorno successivo.

Deve essere chiara l’impresa che i ragazzi stavano realizzando: un lavoro di mesi che converge su un palco, davanti ad esperti del tuo settore che ti ascoltano e ti giudicano. Il palco sembra solo un rialzamento in una stanza fino a che non sei tu a doverci salire. In quel caso spaventa più di quanto farebbe la vista dell’apertura della cancellata in ferro che separa i corridoi delle celle dall’arena dei gladiatori.

Tutti i ragazzi hanno meno di 24 anni, alcuni, addirittura, meno di 20. Quello con cui si sono confrontati è stato ben più grande di loro…

Alle 17:00 del primo giorno eravamo riusciti a dare appena sei feedback su trenta. E sono stati, per utilizzare un eufemismo, massacranti!

Considerando lo sforzo che avevano fatto, mi si stringeva il cuore ad ogni parola, frase e commento che aggiungevamo.

Quello del primo giorno era stato in realtà un ottimo risultato.

Dubito che altri (da qualunque parte del Mondo arrivassero) avrebbero potuto fare meglio di così. Eppure, da loro dovevamo tirare fuori qualcosa di straordinario e con le carezze non avremmo fatto il loro bene.

Come dicevo, alle 17:00 eravamo ad 1/5 dei feedback (o delle legnate, come qualcuno preferiva definirle).

I Pitch sono finiti alle 18:00: siamo andati avanti nel “feedback-massacro” sino a mezza notte e mezza.

Gli ultimi a riceverli hanno avuto a disposizione solo la notte per riflettere, elaborare e lavorare su sé stessi e sul proprio discorso, in vista della seconda prova che li aspettava il giorno seguente.

Sono andato a letto esausto e con indosso uno spesso velo di tristezza.

La mattina dopo, poco prima dell’inizio della nuova sessione di Pitch dei ragazzi, eravamo tutti riuniti negli ampi spazi di Firenze Fiera, in gruppi sparsi: chi era intento a fare ultimi ritocchi alle presentazioni, chi provava posture, camminate e contatti oculari, chi cercava di strappare le ultime dritte su come gestire la tensione e convogliarla sul pubblico e chi chiedeva gli ultimi consigli prima della prova finale.

I ragazzi, tutti, ognuno di loro, hanno fatto la magia più straordinaria alla quale abbia mai assistito.

Senza vergogna, confesso che ho una lacrima che mi riga il volto mentre scrivo. Se non ho pianto ieri, lo sto facendo adesso.

Ognuno di loro ha tirato fuori una forza, una perfezione e una potenza che ha investito e sbalordito tutti noi presenti lì. Nei corridoi c’era gente incredula che si fermava impietrita ad assistere.

Loro, ancora una volta, tutti e trenta, hanno ripetuto la prova a 24 ore di distanza con un risultato che non poteva essere reale.

Non riuscivamo davvero a crederci.

Tra una sessione e l’altra, chi aveva già sostenuto la prova attendeva, affamato, il nuovo feedback.

Ragazze e ragazzi che avevano dato più del massimo che si potesse dare attendevano di sapere cosa pensassimo questa volta di loro.

Occhi pieni di gioia liquida, volti arrossati di orgoglio e fierezza.

Raccontato così, può sembrare un Reality concentrato in due giorni, una specie di X-Factor zippato in 48 ore… e, invece, questa è vita vera!

La vita di ragazzi e ragazze che si apprestano con decisione ad entrare e vivere in un Mondo ben più grande di come lo hanno concepito sino ad ora…

Una delle frasi più belle che le mie orecchie abbiano mai ascoltato è arrivata alla fine, quando ci hanno spiegato come sono riusciti a realizzare la magia alla quale abbiamo assistito:

“Lo abbiamo fatto per voi! Voi cinque ieri avete ascoltato ogni secondo in cui abbiamo parlato. Non vi siete distratti un attimo, per essere certi di darci tutto quello che eravate in grado di dare. Avete saltato pranzi e pause per dedicarci ogni momento e lo avete fatto per noi. Quindi quello che abbiamo realizzato oggi lo abbiamo fatto per ricambiare quello che ci avete dato”

Ho i brividi lungo la schiena ripensando a questa frase. Resterà impressa nella mia mente per sempre.

Questo articolo è per ringraziare tutti quanti voi…siete speciali e mi avete fatto crescere…grazie!

CONSIGLI E SPUNTI

Le capacità di cui disponi sono straordinarie.

Farle emergere, molto spesso, richiede soltanto di metterle alla prova. Ognuno di noi è speciale, non c’è differenza di etnia, genere, età. Quello che possiamo realizzare, anche solo in una notte, è sbalorditivo. Mettilo in pratica!

Esistono tre risultati che puoi ottenere:

  1. riuscirci al primo colpo
  2. fallire
  3. imparare

L’unico di questi che risulta superfluo ai fini della crescita è il primo. Lanciati in nuove sfide, fallisci le volte necessarie ed impara da queste.

Una inesauribile fonte di motivazione risiede nel focalizzarsi su coloro che si sono prodigati (o si prodigano) affinché noi riuscissimo ad ottenere ciò che desideriamo e meritiamo (bada bene a non interpretare questo come “Devo fare ciò che vogliono gli altri perché si sono impegnati per me”).

Nella tua vita c’è stato, c’è e ci sarà sempre chi investe il proprio tempo e le proprie energie per te. Devi trarre energia e stimoli nel pensare a loro: quando la tua motivazione interna è agli sgoccioli o quando ti serve una spinta maggiore perché l’impresa è ardua, pensa a queste persone della tua vita e trai forza da loro.

Circondati di persone che tengono a te: sono la più incredibile fonte di forza ed energia di cui puoi avvalerti.

Ti auguro una buona giornata.

A presto,

Raffaele

IL MODO MIGLIORE PER ESSERE SEMPRE MOTIVATI

(la risposta che non ti aspetti)

Come tutti i grandi oratori ci raccontano, la capacità di rimanere motivati e concentrati rappresenta una delle prerogative fondamentali quando si tratta di raggiungere i propri obiettivi.

Questo ci porta a cercare sempre modi nuovi e diversi per ottimizzare la nostra produttività, spingendoci troppo spesso tra le braccia dei soliti “pseudo-guru” che vogliono venderci la formula magica per raggiungere il successo in 15 giorni, senza sforzo e rimanendo comodamente sdraiati sulla spiaggia.

L’idea generale diffusa fra gli amanti della crescita personale è quindi quella di lavorare solo su sé stessi, continuare per la propria strada lasciandosi “caricare” da quanti più contenuti motivazionali possibile, in modo da mantenere alto il livello di adrenalina e sentirsi pronti a spaccare il mondo.

Sembrerebbe il modo migliore, giusto? Sbagliato.

Non sto assolutamente dicendo che convincersi a dare il massimo sia una strategia sbagliata, tutt’altro! Le tue motivazioni devono sempre essere il carburante che ti condurrà verso la trasformazione che vuoi attuare ma, concentrandoti solo su te stesso, stai tralasciando un elemento fondamentale che, se non affrontato correttamente, continuerà a sabotarti nonostante tutti i tuoi buoni propositi: l’ambiente in cui vivi.

Questo articolo è abbastanza corposo, ma ti assicuro che arrivato alla fine avrai un’idea molto chiara su come comportarti in futuro, perciò mettiti comodo e leggi con attenzione.

Jim Rohn dice che siamo “la media delle 5 persone che frequentiamo di più” e in questa frase risiede un’assoluta verità.

Il sistema che abbiamo intorno, composto dalle relazioni sociali, dall’ambiente fisico in cui viviamo e da ciò che sentiamo ogni giorno al telegiornale o sul web, influenza il nostro insieme di valori e credenze.

Questo vuol dire che ciò che pensiamo deriva, molto probabilmente, da ciò che pensa qualcuno che ci è vicino ed è proprio per questo che dobbiamo prestare molta attenzione alle persone con cui passiamo la maggior parte del nostro tempo.

Con questo non voglio spingerti a vivere come un eremita e allontanarti da tutti i tuoi amici solo perché non la pensano come te, siamo animali sociali e diventare maledettamente scontrosi con il prossimo si allontana molto dalla crescita personale alla quale ambisci!

Per farti capire bene il concetto utilizzo due esempi:

Fingiamo per un attimo che tu sia un pentito fumatore che cerca in ogni modo di togliersi questo vizio. Ora fingiamo che passi il tuo tempo libero con cinque amici, simpaticissimi e divertentissimi, che fumano due pacchetti di sigarette al giorno.

Pensi di essere abbastanza forte da resistere alla tentazione? Pensi che basti guardare qualche video di persone che ripetono che se lo desiderate davvero ce la potete fare?

Lo spero vivamente per te!

Ma la verità è che, soprattutto se stai iniziando a smettere di fumare da pochi giorni, sarà davvero difficile per te rinunciare ad una sigaretta in compagnia. Non perché tu sia debole, non perché loro siano dei cattivi amici, ma solo perché l’ambiente che abbiamo intorno ci influenza molto più di quanto non lo faccia la nostra sola forza di volontà.

Ora facciamo finta che voi siate cresciuti in una famiglia di sportivi. Vostro padre va in palestra tre volte a settimana, vostra madre è un vero talento del tennis e perfino il vostro fratellino dopo la scuola si allena per due ore praticando il karate. Non so perché, ma qualcosa mi dice che non sareste il tipo di persona che passa tutto il suo tempo sul divano, mangiando dolci e chiedendo un passaggio in auto per andare dalla camera al bagno!

Esiste un processo, chiamato effetto Pigmalione che si verifica in contesti didattici nei rapporti fra insegnanti e bambini. Il succo di questo effetto è che se gli insegnanti credono che un bambino sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri. Il bambino si convincerà di essere inferiore e si comporterà di conseguenza, instaurando così un circolo vizioso che farà diventare il bambino proprio come l’insegnante lo aveva sempre immaginato.

Le persone che abbiamo intorno influenzano ciò che siamo da sempre, solo che fino ad ora, magari, non ci avevi fatto troppo caso.

Fino a qui tutto molto bello, abbiamo capito che non basta solo usare video motivazionali come fossero una dose di adrenalina da assumere giornalmente, ma nella pratica? Come faccio ad ottimizzare l’ambiente in cui vivo per usarlo a mio vantaggio?

Sicuramente, come già detto, l’obiettivo non è quello di diventare asociali e andare a vivere nei boschi sperando di conoscere qualche scoiattolo che sta puntando, come noi, al successo.

Il fatto di essere consapevoli di quanto possiamo essere “vulnerabili” alle idee degli altri ci mette in una situazione di vantaggio, perciò, se sei arrivato fin qui, ti faccio i miei complimenti e spero che da oggi farai tesoro di queste informazioni.

Un consiglio importante che mi sento di darti è quello di cercare tutte le occasioni possibili per fare networking. Se hai un interesse particolare è molto probabile che tu voglia passare il tuo tempo con persone che condividono la stessa passione. Eventi, corsi dal vivo, concerti e perfino manifestazioni di protesta contro un nemico comune possono rivelarsi occasioni per fare nuove conoscenze.

Mi sono reso realmente conto di quanto sia potenziante un ambiente positivo durante l’ultimo corso Smart Communication, tenuto a Milano. Raffaele ha chiesto ai partecipanti di affrontare una piccola prova che li avrebbe catapultati fuori dalla loro zona di confort: un esercizio di public speaking di qualche minuto. Quanto pensi avrebbe influito negativamente un pubblico troppo esigente sulle prestazioni dei partecipanti?

Aver condiviso insieme un momento così importante dal punto di vista emotivo ha creato un legame davvero particolare, tanto che ancora oggi quel gruppo è in contatto e si riuniscono tutti regolarmente! In che altro modo avrebbero potuto creare una cerchia di relazioni con persone appassionate di comunicazione e public speaking?

Un altro esempio di ottimizzazione dell’ambiente lo hai probabilmente in mano in questo momento: il tuo smartphone può trasformarsi in un “luogo” incredibilmente positivo, così come può rivelarsi il tuo peggior nemico se devi finire di preparare un esame o consegnare un progetto!

Se lo stai usando per leggere questo articolo, probabilmente sei in un momento della giornata in cui hai deciso di renderlo uno strumento di apprendimento e di crescita personale.

Quando devi studiare e continui a distrarti per le mille notifiche al minuto, però, sei esattamente nella situazione che può dimostrarti come, modificare l’ambiente, sia molto più profittevole rispetto ad affidarsi semplicemente alla tua forza di volontà.

Quanto ti costa, in termini di sforzo mentale, resistere alla tentazione ogni volta che lo schermo si illumina davanti ai tuoi occhi?

Quanto ti costa, invece, lasciare il telefono nell’altra stanza, attivare la modalità aereo o spegnerlo?

Lo so, so cosa stai pensando, sembra incredibile, ma ti assicuro che ha anche la funzione di spegnimento!

Se ciò a cui ambisci è diventare una persona estremamente generosa, perché continui a passare la maggior parte del tuo tempo con quel tizio che non darebbe nemmeno un bicchiere d’acqua ad un uomo disperso in mezzo al deserto?

Cerca chi, tra i tuoi conoscenti, ritieni possa essere un esempio positivo da seguire e assorbi tutti quei comportamenti che secondo te possono esserti utili.

E con gli amici che già possediamo? Che facciamo?

Se i tuoi amici sono davvero importanti per te, sono persone positive e ritieni che non ti influenzino negativamente, renderli partecipi del tuo cambiamento avrà sicuramente un effetto positivo su di te e su di loro!

Vuoi cominciare ad andare in palestra?

Prova a convincerli ad iscriversi con te, sarà sicuramente più semplice per entrambi.

Vuoi iniziare a svegliarvi presto la mattina?

Accordati con un tuo amico che vuole raggiungere lo stesso obiettivo, decidete di scrivervi appena siete svegli e fissate una penitenza per l’ultimo che si sveglia.

Non hai idea di quante pizze gratis ho guadagnato con questo metodo!

So che sei molto carico e motivato arrivato a questo punto ma, ormai lo sai, la motivazione da sola non basta, quindi ora vai e migliora al massimo l’ambiente in cui vivi, elimina le tentazioni negative e circondati di persone che scegli volontariamente di frequentare!

Fabrizio

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