L’ARTE DELL’ASCOLTO

“Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.”
Sir Winston Churchill

L’ascolto è ciò che ci connette con il mondo esterno, con le persone.
A volte ci si dimentica dell’importanza di questo lato della comunicazione.

Ti lascio pensare per cinque secondi all’ultima conversazione che hai avuto…Che ruolo hai interpretato? Di quello che ascolta e basta? Quello che parla tutto il tempo? Cinquanta e cinquanta?

A volte si ha l’impressione che la conversazione sia divisa nello spazio in cui parlo io e lo spazio in cui parla l’altro. Di conseguenza passiamo il tempo a pensare “Dai, dai, hai finito? Voglio dire la mia! Ma che stai dicendo?”
E finisce così.

Finisce che la conversazione si trasforma nell’attendere il proprio turno per parlare, stando in silenzio, annuendo educatamente e pensando alla propria opinione con il sottofondo di una voce esterna che ci parla, un ronzio che sentiamo.
Esatto, sentiamo.
Sentire non è sinonimo di ascoltare.

L’ascolto attivo è la volontà di cogliere ciò che l’altro vuole dire, non solo con le parole, bensì con le emozioni.

Ascoltare significa entrare nel mondo dell’interlocutore anche se non lo condividiamo.
Lo so, è faticoso. Molto faticoso, oserei dire.

Questo probabilmente perché il mondo è sempre più rumoroso: muratori per strada, treni che passano, clacson, schiamazzi delle persone, sirene delle ambulanze, musica e annunci pubblicitari in metro. Lo stress, l’aggressività e la frenesia balzano alle stelle.

Conseguenza? Il numero di individui che in strada si isola dal mondo esterno (per esempio utilizzando auricolari o anche solo guardando lo smartphone) aumenta sempre di più.

Penserai: “A me la musica dei negozi proprio non piace, voglio ascoltare la mia” oppure “dovrò pur trovare una soluzione per evitare di sentire tutti i rumori della città”.
E hai perfettamente ragione.

Vediamo però anche l’altro lato della medaglia. L’abitudine a dissociarsi dal mondo esterno porta con sé il rischio di diventare incapaci anche a relazionarci adeguatamente con le persone.

L’ascolto è il mezzo principale per creare una relazione di fiducia con l’altro, quindi è una delle prime skills da acquisire per diventare ottimi comunicatori.
E come diventare bravi se non con la pratica? Sembra strano, ma possiamo imparare anche ascoltando e osservando, per esempio, i comportamenti delle persone che non appartengono alla cerchia dei nostri amici, le persone che incontriamo tutti i giorni.

Nello studio della comunicazione, l’accento è posto troppe volte sulla capacità di conversare utilizzando le parole in modo più efficace ma, più importante della parola stessa è l’ascolto: un dialogo senza ascolto è un insieme di monologhi che si sovrappongono.

Tradotto in numeri, per una comunicazione efficace, possiamo per il 30% del tempo parlare. Il resto del tempo lo dobbiamo dedicare all’ascolto dell’altro.

Imparare ad ascoltare ti aiuterà non solo con gli altri e con il mondo che ti circonda, ma anche a capire meglio te stesso.
L’acquisizione di tecniche d’ascolto è un percorso lungo e a piccoli passi il nostro cervello vi si abituerà e, pian piano – da sforzo immane – diventerà automatico e piacevole ascoltare a 360 gradi l’altro.

Mi sono ritrovata più volte a confrontarmi con persone che pur non dicendo nulla mi facevano sentire al sicuro, solo per il modo in cui ascoltavano: ciò che dicevo per loro era importante e prestavano attenzione solo a me. L’obbiettivo di oggi è dunque questo: arrivare ad profondo livello di empatia con le persone solo ascoltandole.

QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

Il primo passo per migliorare e allenare l’ascolto è aumentare la consapevolezza dei suoni che ci circondano:

  • Dai spazio al silenzio durante la giornata, goditi la quiete anche se solo per 5 minuti;
  • Presta attenzione a tutti i suoni che percepisci, concentrati e apprezzali singolarmente;
  • Goditi la melodia che possono produrre i suoni di tutti i giorni.

Suggerimenti supplementari per migliorare l’ascolto durante la comunicazione:

  • Dai il cento per cento alla persona che hai davanti per accoglierne interamente l’essenza;
  • Non fermarti all’apparenza delle parole, studia i segnali del corpo e le emozioni;
  • Non è una gara, non pensare già a cosa rispondere mentre l’altro parla, ascolta e fa silenzio.

Anche senza volerlo, da oggi sarai più consapevole dell’importanza di questo argomento e spero che i consigli che ti ho dato siano uno spunto per fare il prossimo passo verso la piena acquisizione dell’arte dell’ascolto attivo.
Ricorda: Parlare è un bisogno. Ascoltare è un’arte.

Laura

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