TANTE PAROLE O UNO SGUARDO?

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.

(Paulo Coelho)

Lo sguardo è uno dei più potenti strumenti che possiamo utilizzare nella comunicazione con un interlocutore o con una platea.

Eppure, sostenere lo sguardo del prossimo e mantenere il contatto oculare, una volta che il nostro sguardo ha incrociato il suo, risulta uno dei compiti più ardui da realizzare in un’interazione con gli altri. Provaci e ti accorgerai che ti riuscirà difficile anche solo farlo per tre secondi, un tempo che sembra infinitamente piccolo nel contesto della comunicazione.

Negli occhi leggiamo emozioni, leggiamo pensieri e personalità di chi ci sta di fronte. Si può mentire a parole, un comunicatore esperto può mentire con il corpo, oppure con la mimica facciale… eppure, gli occhi riveleranno sempre l’intenzione profonda.

Se guardi negli occhi una persona e mantieni il tuo sguardo nel suo crei un legame, una connessione. Questa connessione può essere rafforzata con piccoli accorgimenti ed un po’ di allenamento.

Fatta questa breve premessa, voglio lasciarti con qualcosa di pratico: per iniziare ti invito a focalizzare la tua attenzione su tre elementi ed allenarti quotidianamente con i due esercizi proposti…poi ne riparleremo!

Elemento 1: direzione delle sguardo, in ascolto

Presta attenzione allo sguardo della persona che hai di fronte e nota se mentre parli ti guarda

  1. negli occhi
  2. in corrispondenza della bocca
  3. ha lo sguardo rivolto sotto il tuo mento

Elemento 2: accessi oculari prima di parlare e durante

Osserva l’interlocutore mentre è lui a parlare e focalizzati su dove puntano i suoi accessi oculari durante l’eloquio, cioè in che direzione volge lo sguardo.

Per iniziare focalizzati sugli accessi verso l’alto, quindi presta attenzione alle volte in cui il suo sguardo si rivolge per un instante in alto a destra oppure in alto a sinistra e prova a trarre qualche conclusione.

Elemento 3: battito delle palpebre

Focalizzati sulla frequenza con cui la persona che hai di fronte sbatte le palpebre, mediamente è un gesto che compiamo 4/5 volte al minuto: prova a notare quando questo numero aumenta sensibilmente e prova a riconoscerne il motivo.

Le stesse osservazioni puoi farle su te stesso/a.

ESERCIZI SUL CONTATTO OCULARE

Esercitati sul contatto oculare come segue:

Esercizio 1

Quando incroci lo sguardo di un estraneo (o di un conoscente) fai in modo di mantenere il contatto visivo per circa 3-4 secondi. Fallo tutti i giorni, almeno 7 volte al giorno, in situazioni differenti. Attenzione a non risultare aggressivo e se ti dovessero chiedere “Cosa hai da guardare” rispondi amorevolmente “Scusa ero sovrappensiero…”

Esercizio 2

Prova a diventare il protagonista di una riunione o un tavolo di lavoro in cui non sei tu il relatore. E fallo senza pronunciare parola.

Guarda negli occhi il relatore (o i relatori) sin dai primi minuti della riunione quando lui/loro sono ancora in fase di rodaggio. Occhio aprestare un minimo di attenzione anche a quello che dicono, non basta guardarli e pensare ai fatti tuoi, questo sarebbe trasmesso, appunto, dal tuo sguardo.

Mantieni il contatto oculare anche quando lui non guarda te (in quei frangenti ti rilassi) poi quando arriva a te mantieni lo sguardo come spiegato all’esercizio 1). Nell’arco di poche decine di minuti, il relatore dirigerà a te una buona parte del focus della sua presentazione (ovviamente dipende dal numero dei partecipanti e dal target che lui deve raggiungere).

Puoi agevolmente adattare questi due semplici esercizio ad altri episodi di vita quotidiana.

Buon esercizio,

Raffaele

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