INTELLIGENZA EMOTIVA

“Quando sfuggono al controllo, le emozioni possono rendere stupidi individui intelligenti”

Daniel Goleman

Almeno una volta hai pensato di fare il test del QI per controllare quanto sei intelligente? O magari già lo hai fatto? In questo caso, con molta probabilità ti sarai sentito l’Einstein della situazione nel momento in cui avrai letto: il tuo QI è di 140! Oppure ti sarai sentito una schiappa nel caso il tuo punteggio fosse di gran lunga sotto la media italiana di 100.

In entrambi i casi, mi dispiace deluderti, il QI non è tutto.

Nella vita di tutti i giorni la razionalità e le capacità di calcolo e problem solving non sono le uniche cose di cui facciamo uso. Ti faccio un esempio.

Immagina di trovarti davanti al tuo esame o ad un colloquio di lavoro importante. Hai faticato per giorni, che dico… mesi per arrivare preparato e poter dare il meglio di te. Ora sei lì, esattamente nella situazione che avevi immaginato tante volte e da cui hai sognato di uscire vittorioso, ma ad un tratto…

L’ansia ti pervade, paura, panico: “Non ricordo niente!”, “E se mi chiede questo, cosa diavolo rispondo?”, “Non ci riuscirò mai”.

Non sai cosa fare, come comportarti, tutto ciò che avevi studiato, tutta la tua preparazione… puff, dissolta.

Come è possibile tutto ciò? Perché, anche se ci prepariamo, diamo il massimo, falliamo? Perché certe persone riescono a raggiungere risultati con estrema semplicità e noi no?

La risposta a tutte queste domande risiede in ciò che recentemente è stata chiamata intelligenza emotiva.

“Bene, non solo devo farmi il mazzo per imparare le cose e risultare intelligente, ora devo pure diventare emotivamente intelligente!”

Esatto, caro mio.

Oltre ad applicare delle opportune tecniche di studio efficace, è fondamentale imparare a gestire e controllare le emozioni, in modo da riuscire a non auto-sabotarti e poter dare il meglio di te in ogni situazione.

Da bravo/a studioso/a mi dirai: per saperle controllare devo prima sapere perché accade tutto ciò.

ANATOMIA DI UN SEQUESTRO EMOZIONALE

Le parti del cervello principalmente coinvolte quando si tratta di emozioni sono il talamo, l’amigdala, e la corteccia prefrontale.

Un ricercatore di nome LeDoux scoprì che l’architettura del nostro cervello conferisce all’amigdala una posizione privilegiata in qualità di sentinella delle emozioni.

Essa è capace, all’occorrenza, di “sequestrare” il cervello.

La sua ricerca ha dimostrato che nel cervello gli input sensoriali provenienti da occhi, orecchie, pelle etc. viaggiano dapprima verso il talamo, poi, servendosi di un circuito monosinaptico, arrivano all’amigdala. Un secondo segnale viene inviato dal talamo alla neocorteccia, il cervello pensante, che elabora le informazioni attraverso vari livelli di circuiti cerebrali prima di poterle percepire in modo completo e poter dare la sua raffinata risposta. Il circuito monosinaptico fa sì che l’amigdala dia una risposta immediata, spesso errata, dovuta a un controllo veloce dell’input ricevuto dai sensi, con un database emotivo. L’output (l’emozione) è molto approssimativo in quanto mancante dell’analisi accurata della neocorteccia.

Bene. Tutto molto interessante… amigdala, neocorteccia, sequestri e tutto il resto, ma nella pratica, cosa devo fare?

COME SVILUPPARE L’INTELLIGENZA EMOTIVA

Prima ti dico quali risultati riuscirai a raggiungere.

  • Consapevolezza delle emozioni: la capacità di conoscere e comprendere cosa scatena in te ogni emozione che provi.
  • Autoregolazione: la capacità di gestire e regolare le tue emozioni per affrontare al meglio le situazioni che ti si pongono davanti.
  • Motivazione: la capacità di sfruttare le emozioni a tuo vantaggio per rimanere sempre in uno stato positivo, così da mantenere le tue azioni allineate coi tuoi obiettivi.
  • Empatia: la consapevolezza dei sentimenti, bisogni, e preoccupazioni altrui, per entrare in un flusso di contatto emotivo con l’altra persona.
  • Competenze Sociali: la capacità di stare insieme agli altri. Più nello specifico comprende capacità comunicative, di Leadership, di soluzione dei conflitti, di prendere decisioni, lavorare in gruppo.

E ora ti dico come puoi esercitarti per raggiungere questi risultati.

  • Per sviluppare più consapevolezza emotiva, fermati a riflettere su quale emozione stai provando, identificala, cerca di capire che reazioni genera in te e cosa l’ha causata. Fai questo esercizio tutti i giorni per almeno 2 settimane e ti accorgerai di provare emozioni di cui non sapevi neanche l’esistenza.
  • Per sviluppare più autoregolazione, serve sapere come affrontare le emozioni, come gestirle e come riprendere il controllo sul nostro corpo e sulla nostra mente. Non appena senti un’emozione che sta per prendere il controllo, se ti trovi in uno stato di negatività o banalmente sei molto arrabbiato con qualcuno, prova innanzitutto a rilassarti, fermati e respira. Successivamente, cerca di capire se la tua reazione è stata dovuta a un sequestro emozionale o se lo volevi

Per metterti in uno stato positivo, prova a decidere un’emozione che vuoi provare in questo esatto istante, adesso chiudi gli occhi e focalizzati sull’ultima volta in cui hai provato quell’emozione. Devi rivivere il momento, non solo ricordarlo. Perché ti sentivi in quel modo? Cosa provavi a livello fisiologico?

  • La motivazione è quella che manca sempre quando serve, molto spesso essa svanisce proprio perché perdiamo il focus sul nostro obiettivo. Prova a ripensare al motivo per cui hai deciso di iniziare a fare questa determinata cosa o il motivo per cui non hai mollato finora, cosa ti ha fatto resistere così a lungo. (A proposito, se ti interessa conoscere uno dei metodi per restare sempre motivato, dai un’occhiata a questo articolo.
  • L’empatia è una delle capacità più nobili e importanti. In quanto tale, è difficile da allenare. Un modo per iniziare a svilupparla è quello di mettersi nei panni degli altri. “Eh, grazie tante!” dirai. Lo so, non è banale. Prova.

Quando ti trovi in presenza di un’altra persona chiediti “Cosa starà provando? Perché prova questo? Cosa poso fare per migliorare il suo umore?”

Sapevi che le persone ricordano più come li fai sentire tu piuttosto che cosa li ha fatti sentire in quel determinato modo?

Per sviluppare più competenze sociali non devi fare altro che buttarti nella mischia.

Esci.

Divertiti.

Passa del tempo con altre persone.

Una delle migliori capacità sociali è quella della comunicazione.

Se sei arrivato fino alla fine dell’articolo, ti faccio i miei complimenti e congratulazioni.

La crescita richiede volontà, tempo e impegno costante. In bocca al lupo per il tuo percorso.

Alla prossima,

Emanuele

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