REALITY SHOW DI VITA VERA

29 marzo 2019 – Firenze

La vita ti insegna che ci sono infinite occasioni per imparare e spesso capita di farlo quando meno te lo aspetti.

A volte sali su un treno e ti aspetti di dover insegnare qualcosa ad altri per poi tornare ed accorgerti che sei stato tu ad acquisire gli insegnamenti maggiori da coloro che pensavi essere i tuoi discenti.

Sono appena tornato a casa da un’esperienza i cui insegnamenti mi accompagneranno per sempre durante il cammino e che adesso voglio condividere con te.

I protagonisti della storia sono un gruppo di trenta giovani universitari a cui è stata data l’opportunità di presentare, con un Elevator Pitch (breve presentazione del proprio progetto, rivolta a potenziali investitori o possibili collaboratori), i propri lavori e le proprie idee durante una conferenza internazionale, DATE Conference 2019, tenutasi a Firenze dal 25 al 29 marzo 2019.

Il mio compito, assieme ai responsabili del NECST Lab del Politecnico di Milano, era quello di formare i ragazzi e le ragazze affinché riuscissero a comunicare in modo efficace, davanti ad una platea internazionale, l’importanza dei lavori a cui ognuno ha dedicato mesi (in alcuni casi anni) e soprattutto comunicare il proprio valore personale.

Ciò a cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di assistere è stata una magia realizzata dai protagonisti di questa avventura, una magia accaduta tra un sorgere del sole e il successivo.

Il primo giorno ognuno dei trenta ragazzi ha presentato il proprio discorso, preparato e revisionato decine di volte al fine di produrre il miglior risultato possibile.

Giorno uno: sveglia alle 7:00, preparazione fisica, mentale e via, dritti al congresso!

La tensione era al massimo livello umanamente sostenibile. Io, Marco, Sara, Melissa e Rolando abbiamo ascoltato e registrato mentalmente ogni secondo di comunicazione di ognuno dei ragazzi.

Non ci siamo fermati un secondo: appunti forsennati presi su carta e al computer, cambi di sala, riunioni tra una sessione e l’altra per coordinarci sui feedback da dare loro, caffè presi continuando a confrontarci in vista della seconda chance, prevista per il giorno successivo.

Deve essere chiara l’impresa che i ragazzi stavano realizzando: un lavoro di mesi che converge su un palco, davanti ad esperti del tuo settore che ti ascoltano e ti giudicano. Il palco sembra solo un rialzamento in una stanza fino a che non sei tu a doverci salire. In quel caso spaventa più di quanto farebbe la vista dell’apertura della cancellata in ferro che separa i corridoi delle celle dall’arena dei gladiatori.

Tutti i ragazzi hanno meno di 24 anni, alcuni, addirittura, meno di 20. Quello con cui si sono confrontati è stato ben più grande di loro…

Alle 17:00 del primo giorno eravamo riusciti a dare appena sei feedback su trenta. E sono stati, per utilizzare un eufemismo, massacranti!

Considerando lo sforzo che avevano fatto, mi si stringeva il cuore ad ogni parola, frase e commento che aggiungevamo.

Quello del primo giorno era stato in realtà un ottimo risultato.

Dubito che altri (da qualunque parte del Mondo arrivassero) avrebbero potuto fare meglio di così. Eppure, da loro dovevamo tirare fuori qualcosa di straordinario e con le carezze non avremmo fatto il loro bene.

Come dicevo, alle 17:00 eravamo ad 1/5 dei feedback (o delle legnate, come qualcuno preferiva definirle).

I Pitch sono finiti alle 18:00: siamo andati avanti nel “feedback-massacro” sino a mezza notte e mezza.

Gli ultimi a riceverli hanno avuto a disposizione solo la notte per riflettere, elaborare e lavorare su sé stessi e sul proprio discorso, in vista della seconda prova che li aspettava il giorno seguente.

Sono andato a letto esausto e con indosso uno spesso velo di tristezza.

La mattina dopo, poco prima dell’inizio della nuova sessione di Pitch dei ragazzi, eravamo tutti riuniti negli ampi spazi di Firenze Fiera, in gruppi sparsi: chi era intento a fare ultimi ritocchi alle presentazioni, chi provava posture, camminate e contatti oculari, chi cercava di strappare le ultime dritte su come gestire la tensione e convogliarla sul pubblico e chi chiedeva gli ultimi consigli prima della prova finale.

I ragazzi, tutti, ognuno di loro, hanno fatto la magia più straordinaria alla quale abbia mai assistito.

Senza vergogna, confesso che ho una lacrima che mi riga il volto mentre scrivo. Se non ho pianto ieri, lo sto facendo adesso.

Ognuno di loro ha tirato fuori una forza, una perfezione e una potenza che ha investito e sbalordito tutti noi presenti lì. Nei corridoi c’era gente incredula che si fermava impietrita ad assistere.

Loro, ancora una volta, tutti e trenta, hanno ripetuto la prova a 24 ore di distanza con un risultato che non poteva essere reale.

Non riuscivamo davvero a crederci.

Tra una sessione e l’altra, chi aveva già sostenuto la prova attendeva, affamato, il nuovo feedback.

Ragazze e ragazzi che avevano dato più del massimo che si potesse dare attendevano di sapere cosa pensassimo questa volta di loro.

Occhi pieni di gioia liquida, volti arrossati di orgoglio e fierezza.

Raccontato così, può sembrare un Reality concentrato in due giorni, una specie di X-Factor zippato in 48 ore… e, invece, questa è vita vera!

La vita di ragazzi e ragazze che si apprestano con decisione ad entrare e vivere in un Mondo ben più grande di come lo hanno concepito sino ad ora…

Una delle frasi più belle che le mie orecchie abbiano mai ascoltato è arrivata alla fine, quando ci hanno spiegato come sono riusciti a realizzare la magia alla quale abbiamo assistito:

“Lo abbiamo fatto per voi! Voi cinque ieri avete ascoltato ogni secondo in cui abbiamo parlato. Non vi siete distratti un attimo, per essere certi di darci tutto quello che eravate in grado di dare. Avete saltato pranzi e pause per dedicarci ogni momento e lo avete fatto per noi. Quindi quello che abbiamo realizzato oggi lo abbiamo fatto per ricambiare quello che ci avete dato”

Ho i brividi lungo la schiena ripensando a questa frase. Resterà impressa nella mia mente per sempre.

Questo articolo è per ringraziare tutti quanti voi…siete speciali e mi avete fatto crescere…grazie!

CONSIGLI E SPUNTI

Le capacità di cui disponi sono straordinarie.

Farle emergere, molto spesso, richiede soltanto di metterle alla prova. Ognuno di noi è speciale, non c’è differenza di etnia, genere, età. Quello che possiamo realizzare, anche solo in una notte, è sbalorditivo. Mettilo in pratica!

Esistono tre risultati che puoi ottenere:

  1. riuscirci al primo colpo
  2. fallire
  3. imparare

L’unico di questi che risulta superfluo ai fini della crescita è il primo. Lanciati in nuove sfide, fallisci le volte necessarie ed impara da queste.

Una inesauribile fonte di motivazione risiede nel focalizzarsi su coloro che si sono prodigati (o si prodigano) affinché noi riuscissimo ad ottenere ciò che desideriamo e meritiamo (bada bene a non interpretare questo come “Devo fare ciò che vogliono gli altri perché si sono impegnati per me”).

Nella tua vita c’è stato, c’è e ci sarà sempre chi investe il proprio tempo e le proprie energie per te. Devi trarre energia e stimoli nel pensare a loro: quando la tua motivazione interna è agli sgoccioli o quando ti serve una spinta maggiore perché l’impresa è ardua, pensa a queste persone della tua vita e trai forza da loro.

Circondati di persone che tengono a te: sono la più incredibile fonte di forza ed energia di cui puoi avvalerti.

Ti auguro una buona giornata.

A presto,

Raffaele

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